Prima di tutto le
presentazioni: mi chiamo Carolina, sono pediatra da tre anni e madre da poco più
di cinque mesi. Da quando ho finito la specializzazione ho lavorato come
pediatra di base qui in Spagna dove ormai vivo da anni. La maternitá ha
cambiato moltissimo la visione che ho della mia professione.
Ho consigliato a
molti genitori di adottare metodi comportamentisti perchè i loro figli
apprendessero a dormire e adesso sono incapace di lasciare piangere la mia
bimba: la prendo in braccio, la coccolo e le offro il petto per consolarla. E
in più sono del tutto convinta che questo sia ció di cui ha bisogno per crescere
senza tante paure e insicurezze.
È vero che si
cambia ma non solo perchè l'arrivo di un bambino ti stimola. Noi pediatri ci
formiamo negli ospedali per diagnosticare e trattare le malattie dei bimbi.
Quando arriviamo alla pediatria di base le domande di puericultura ci colgono
spesso impreparati.
La nascita di un
bebè ha fatto sorgere in me dubbi riguardo all'educazione dei figli che prima
non mi ero posta.
Così, tra una poppata
e l'altra, ho divorato libri sull' allattamento al seno e metodi d'educazione
non comportamentisti (attachment
parenting). Se dovessi raccomandare solo uno di questi sceglierei senza
dubbi: "Un dono per tutta la vita: guida all'allattamento materno
" del Dr. Carlos González, un testo molto utile per chi voglia allattare o
consigliare una neo madre.
L'allattamento al
seno è andato bene e adesso è il momento di introdurre la alimentazione complementare.
Come pediatra ho vissuto per mezzo dei racconti dei genitori quanto costi
abituare i bimbi "al cucchiaio" e quanto costi poi ottenere che lo abbandonino
per lasciare il posto alle nuove consistenze dei cibi solidi. Inoltre, di alimentare i bimbi a base di pappe, mi è sempre sembrato artificiale e
ancora di più il dare indicazioni così precise su quali alimenti introdurre.
¿Sono lattanti o malati?
E per quanto mi
riguarda: mi voglio davvero vedere facendo l'aeroplanino? No, in realtá che no.
Così, giunto il
momento di iniziare questa nuova tappa come madre mi sono chiesta se è
possibile ovviare il passo intermedio dei purè e passare direttamente ai
solidi, permettendo alla bimba di decidere quando cominciare, che e come
mangiare.
In fondo non
voglio vedere mia figlia come un essere passivo. L'ho vista nascere e attacarsi
al petto con una forza straordinaria per vivere. Mi sorprende ogni giorno con
le sue conquiste: il sorriso, guardarsi le mani e usarle poco a poco per
afferrare gli oggetti, togliere e mettere il ciuccio ripetutamente per imparare
a farlo... Mi sento poco più che una spettatrice di questo miracolo che è lo
sviluppo di una persona: lei impara da sola, noi la amiamo e le diamo un
ambiente sicuro dove crescere.
Con tutte queste
idee in testa ho iniziato a documentarmi cercando basi teoriche e ho scoperto
che esiste una corrente, sviluppata sopratutto nei paesi anglosassoni, che si
chiama baby led weaning. La pionera è
l'infermiera inglese Gill Rapley. Anche
istituzioni come la Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), il Governo
d'Irlanda e il Sistema Sanitario Canadese raccomandano questo metodo.
Nonostante tutto
questo mi dia fiducia in ció che voglio fare devo riconoscere che si allontana
dalla nostra tradizione e per questo mi
sorgono molti dubbi. Se ai miei aggiungo quelli di mio marito ne abbiamo per
riempiere un baule!!!
Ne condivido alcuni con voi: che alimenti posso darle? come glieli preparo? le andranno di traverso?
E ancora: che
facciamo se arrivano gli 8 mesi e non manifesta interesse per il cibo? In che
momento ammettiamo un fallimento e torniamo ai metodi tradizionali?
Il limite che ci
siamo posti è che la sua pediatra ci dica che dal punto di vista nutrizionale
qualcosa non va bene. Ci è sembrato il più oggettivo possibile.
I libri che ho
letto fino a ora parlano del metodo a
posteriori e credo che la memoria spesso è incapace di trattenere dettagli
importanti. Per questo ho deciso di scrivere il nostro quaderno di bordo,
raccontando le difficoltá, i successi e i fallimenti che troveremo nel cammino,
senza permettere alla prospettiva del tempo di alterare i ricordi.
Spero che ci sia
utile,
Carolina.
PS: vi invito a
scrivere dubbi e commenti che vi sorgano per criticare, arricchire o domandare.
Faró il possibile per rispondere al meglio.
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